Modelli abitativi per una vita difficile - intervista a Vanessa Alessi


1 - Parliamo delle tue origini. Quanta Sicilia c’è nei tuoi lavori?
La Sicilia o la sicilianità è presente in tutti i miei lavori. Essere siciliani marchia l'identità sia di chi questa appartenenza la ama, sia di chi la rifiuta, di chi la immagina “da lontano” e di chi la vive “da dentro”. L'oscillazione fra claustrofobia e claustrofilia, fra odio e amor di clausura - per citare Bufalino - porta sempre con se il paradosso, così che la geografia in cui cresciamo diviene uno stato mentale, non solo fisico.
 
Modelli abitativi per una vita difficile (housing models for a difficult life) _ Vanessa Alessi © 2015 _ stampa lambda _ 40x60 cm Ed. 1/7


2 - Ora vivi a Berlino, una città aperta verso il mondo dell’arte. Quante possibilità offre ad un artista rispetto al nostro paese?
Non ci si muove esclusivamente tramite contatti ma anche in modo indipendente semplicemente proponendosi a chi ha un'affinità di visione. Il “riconoscimento nell'altro” puo' instaurarsi nella scena artistica indipendente, e far nascere collaborazioni spontanee. Inoltre Berlino è una sorta di supermercato dell'arte dove si trova di tutto e per tutti i gusti cosa che nutre tantissimo i nostri occhi. Il costo della vita è accessibile ma gli affari si fanno fuori. La frase comune su Berlino è arm, aber sexy (povera ma sexy).
Mi ha sorpreso il proliferare di istituzioni per gli artisti come ad esempio il bbk, istituto fondato nel 1975 per sostenere i visual artists (ci sono altri istituti per l'arte pubblica, per artisti performativi, per i musicisti, per i giornalisti ecc.). Qualsiasi visual artist domiciliato qui può prendere appuntamento per una consulenza gratuita in cui vengono fornite informazioni non solo sulla scena artistica berlinese ma anche su come gestire le tasse, l'assicurazione sanitaria, la pensione, sui possibili sbocchi lavorativi, stipendi per la ricerca, assegnazione di studi d'artista a costo dimezzato, reperimento di fondi per progetti artistici (perchè l'economia nell'arte qui ruota attorno circuiti diversi che non sono unicamente quelli dei collezionisti); e se si diventa membri del bbk (versando una quota minima di 85 euro l'anno) si ha diritto ad ulteriori vantaggi quali la consulenza gratuita di un commercialista piuttosto che la tutela gratuita di un avvocato. Inoltre in Germania l'iva sulle opere d'arte è del 7% (che si differenzia dai prodotti commerciali su cui invece l'iva è del 19%).
A Berlino ci sono al momento circa 10.000 visual artists (questo numero non include tutti gli altri artisti che vivono qui quali performers, musicisti, cinematografi, designers, scrittori...) cio' significa tantissima competizione e insufficienza di fondi per tutti. Questo articolato sitema burocratico, insufficiente a risolvere la questione da un punto di vista pratico, è necessario da un punto di vista sociale. 
Il “sogno berlinese” è la realtà di pochi artisti ed un bel miraggio per tutti. Ma la mia opinione – per rispondere alla tua domanda – è che probabilmente una delle cose più importanti che offre questa città ad ogni artista – a qualsiasi livello di carriera – rispetto al nostro Paese, è un maggiore senso di integrazione sociale. L'artista è riconosciuto come una figura che merita attenzione anche da un punto di vista burocratico, poichè la società riconosce all'arte un ruolo.
Ma la domanda che dobbiamo porci è probabilmente un'altra: “Cosa questo proliferare di artisti offre alla città?”. Basta venire a fare un giro a Berlino per rendersene conto.

3 - Ti sei laureata in architettura e successivamente in scenografia. Come si è evoluto questo passaggio architettura/arte? Quanto l’architettura influenza i tuoi lavori?
L'architettura e il teatro influiscono in tutto il mio modo di percepire progettare e approcciarmi al mondo per tradurlo in arte, che non è probabilmente quello di chi ha una formazione da pittore o da scultore o da scrittore... L'architettura è essa stessa arte, si tratta piu' di un processo che di un passaggio.
 
a sinistra: Monumento _ Vanessa Alessi © 2015 _ concio di tufo, zinco, bretelle zaino in stoffa _ 37 x 26 x 20 cm _  peso 32 Kg _ pezzo unico 
a destra: Monumento _ Vanessa Alessi © 2015 _ performance _ sito: Valle dei Templi Agrigento _ ph: Sebastiano Mortellaro 
nota: L’opera viaggia con me. Punto di partenza è la Valle dei Templi di Agrigento, punto di arrivo la Porta di Brandeburgo a Berlino. Viaggerò con mezzi di trasporto contemporanei quali macchina treno aereo, collaudandone i limiti quali metal detector, controlli di sicurezza...


4 - Sei stata tra i vincitori del Premio Terna 05 con il progetto W-HOLE, una bandiera trasparente svettante sul mare. Quanto è importante aver avuto questo riconoscimento? Cosa rappresenta per te?
Credo che ogni riconoscimento di un certo spessore – quale puo' essere il Terna – rappresenti non solo una chiave d'accesso a nuove esperienze e collaborazioni (nonchè un sostegno economico), ma anche un push interiore per ogni artista, o almeno per la maggioranza. E' stato un onore aver ricevuto il riconoscimento con quest'opera realizzata proprio ad Agrigento, mia città di origine. W-HOLE - un progetto itinerante sul concetto di Casa, sull'evanescenza del concetto di Patria, sull'identità della società postmoderna - ha rappresentato decisamente un'epifania nel mio percorso artistico.
 
W-HOLE #1 [Agrigento] _ Vanessa Alessi © 2013 _ stampa lambda su dibond e plexiglass _ 105x70cm _ Ed.1/3 _ opera vincitrice 2°posto Terna Prize 05 a cura di Cristiana Collu e Gianluca  Marziani

W-HOLE #3 [Moscow / Transit Zone at Sheremetyevo International Airport] _ Vanessa Alessi © 2014 _ stampa lambda su dibond e plexiglass _ 75x50 cm _ Ed.1/7


5 - Soffermiamoci sul tuo ultimo progetto “Modelli abitativi per una vita difficile”. Come nasce? Cosa ti ha ispirata?
Il progetto nasce in occasione dell'invito alla Residenza artistica Bo_Cs Cosenza 2015, un progetto sostenuto dall'associazione culturale I Martedì Critici in collaborazione con il Comune e la Provincia di Cosenza. L'obbiettivo era produrre un'opera per la città durante le due settimane di soggiorno sul lungofiume di Cosenza. Durante un “tentativo” di sopralluogo a Fuscaldo, paesino di pescatori, perdo il treno e vengo per caso a scoprire che sotto la stazione si trova una tendopoli in cui vive una comunità Rom; chiedendo in giro scopro che la comunità (prima molto piu' grande) si era originariamente auto-insediata sul lungofiume in una zona periferica, mimetizzata tra i cespugli, ma poi era stata spostata  sotto la stazione dall'amministrazione per evitare che le inondazioni spazzassero via tutto. Nonostante la nuova location affidatagli i Rom vivono ancora emarginati, in pericolo, invisibili.
Nasce da questa “suggestione” il progetto Modelli abitativi per una vita difficile, una serie di lavori nomadi che ruotano attorno al concetto di “abitare” con i paradossi che cio' comporta oggi e l'ironia che ne consegue. Gli zoo umani che si celano dietro formule di accoglienza fintamente etiche sono una delle conseguenze piu' tristi del fenomeno del Neocolonialismo e le nostre città ne offrono esempi di ogni genere. Non importa che si tratti di tendopoli per i Rom a Cosenza, delle favelas in Brasile, dei campi profughi di Berlino, delle case pericolanti (solitamente abitate da gente molto povera) nei centri storici del Sud Italia... la formula è sempre la stessa: una comunità che spinta da un reale bisogno “colonizza” un altro territorio abbracciando uno stile di vita imposto dall'alto che circuisce senza proteggere; e la conseguenza è sempre la stessa: la totale indifferenza di chi vive al di fuori di quello zoo e di chi quello zoo lo ha costruito sapientemente per garantire l'inaccessibilità e l'invisibilità di una comunità sottomessa.
Gli interventi – tutti di natura site specific – sono stati realizzati in collaborazione con gli artigiani locali (un pescatore di Fuscaldo e due sarte cosentine) e poi installati in vari punti critici del lungofiume (dove erano situati gli stessi Bocs d'artista in cui risiedevamo): sul fiume Crati; in una piccola piazzetta del centro storico che al momento ospita un parcheggio; nello studio affidatomi in residenza; in una casa privata con un giardino bellissimo un tempo, dove oggi - morto il proprietario - non abita nessuno dei suoi eredi ma solo un anziano contadino che si prende cura degli animali e delle piante rimaste.
Durante il finissage dormivo su un tappetino da campeggio sulle scale del mio studio temporaneo, non curante dei visitatori. Ho semplicemente translato in una serie di opere un lamento collettivo, un disagio sintomatico di una sorta di “scomodità del vivere” postmoderna.

Modelli abitativi per una vita difficile (housing models for a difficult life) _ Vanessa Alessi © 2015 _ stampa lambda _ 40x60 cm Ed. 1/7 
vista dell'installazione site specific in una piazzetta del centro storico sul Lungofiume di Cosenza _ Bo_CS Residenza artistica Cosenza 2015 a cura di I Martedì Critici

Modelli abitativi per una vita difficile (housing models for a difficult life) _ Vanessa Alessi © 2015
site specific _ architenda in fibra di vetro, rete da pesca, cerniera zip _ 205 x 205 x 120 cm _ sito: Lungo Fiume di Cosenza / giardino di una abitazione privata _ Bo_CS Residenza  artistica Cosenza 2015 a cura di I Martedì Critici _ ph: Vanessa Alessi

work in progress: Vanessa Alessi e il pescatore di Fuscaldo Lucio Sampei _ vista dal BoCS della Residenza  artistica Cosenza 2015 _ ph: Shawnette Poe 

a sinistra: i miei amici randagi a Cosenza sul lungofiume davanti i BoCs _ 2015 _ ph: Vanessa Alessi 
a destra: My heart knew love, My belly hunger (Il mio cuore conobbe l'amore, il mio ventre la fame_cit. Dylan Thomas) _ Vanessa Alessi © 2015 
scultura _ struttura portatile per tenda in alluminio, nastro isolante, salvagente _ 70x50x100 cm _ Bo_CS Residenza artistica Cosenza 2015 a cura di I Martedì Critici

Modelli abitativi per una vita difficile (housing models for a difficult life) _ Vanessa Alessi © 2015
performance in loop_ sito: scale del Bo_CS Residenza artistica Cosenza 2015 _ ph (smartphone):Tothi Folisi 
nota: Durante il finissage dormo su un tappetino da campeggio sulle scale del mio studio temporaneo mentre i visitatori cercano di salire per vedere il resto della mostra al piano di sopra

dettaglio del campo rom situato sotto la stazione di Cosenza _ 2015 _ ph: Vanessa Alessi
More info:
http://alessivanessa.tumblr.com/

Biografia:
Vanessa Alessi è nata a Palermo nel 1979. Vive e lavora a Berlino. Dopo essersi laureata in Architettura al Politecnico di Milano nel 2005, ha conseguito una seconda laurea magistrale in scenografia nel 2008 presso la AMU Academy of Performing Arts di Praga. Spaziando attraverso diversi media e coinvolgendo professionisti di settore – quali sociologi, filosofi, musicisti, artigiani – porta avanti una ricerca interdisciplinare incentrata sull’esplorazione delle geografie mentali generate dai processi di creazione/dissoluzione di identità. Secondo l’artista «Ogni esperienza è anche la storia dei limiti che ci hanno condotto ad essa e del contesto sociale in cui sperimentiamo quel limite(…) Ogni opera è un’epifania lungo un processo di cui conosciamo solo il prima, sfugge al controllo del suo stesso creatore».

Il suo lavoro è stato presentato in diverse gallerie e istituzioni, in Italia e all’estero. Tra queste: BoCs artists residence Cosenza (2015), Kreuzberg Pavillion (Berlino, 2014), Schau Fenster (Berlino, 2014), 798 Art District (Pechino), Terme di Diocleziano (Roma, 2014), Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento/Giardino di Villa Aurea (Agrigento, 2014), Tempio di Adriano (Roma, 2013), Farm Cultural Park (Favara, 2012). Ha svolto attività di ricerca al Politecnico di Milano nel Laboratorio di composizione urbana e architettonica coordinato da Maurizio Carones e ha lavorato come performer e scenografa al Museum of Czech Fine Art e al teatro Divadlo Na Zabradli di Praga. Ha inoltre esposto alla PQ Prague Quadrennial of performance design and space nel 2015, e nel 2007 sempre alla quadriennale viene selezionata per il padiglione della DAMU, premiato dall’UNESCO. Nel 2008 vince l’AMU Dean’s Award 08 con il progetto di tesi Monsters of Grace, una rivisitazione dell'opera da camera con musiche di Philip Glass con i testi del poeta sofista Jallaludin Rumi. Nel 2013 si aggiudica il secondo posto al Premio Terna 05 a cura di Cristiana Collu e Gianluca Marziani. Nel 2014 è finalista per il Premio FAM giovani per le Arti Visive e  per Centro/Periferia, concorso internazionale per giovani artisti istituito da Federculture. Nello stesso anno vince il primo premio al T.I.N.A. This is not an art Prize/Berlin con Corpo6 art Galerie (Berlin, 2014).

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