Restauro e apertura al pubblico del Cucinone di Palazzo Pitti a Firenze


Troppo spesso ci dimentichiamo del nostro passato. Dimentichiamo che l’Italia è uno dei paesi con il più ricco e inestimabile patrimonio storico-artistico al mondo. Culla del rinascimento, ospita ancora palazzi e monumenti che fanno parte del patrimonio dell’umanità. Pezzi unici che non vanno dimenticati o abbandonati. 
Da poco è finito il restauro di uno dei palazzi più famosi della Firenze rinascimentale, Palazzo Pitti e finalmente ha aperto al pubblico la sua famosa cucina. Grazie all'intesa tra Polo Museale Fiorentino ed Ente Cassa di Risparmio di Firenze, è stato infatti recuperato uno degli ambienti più curiosi, e meno noti, dell'antica reggia, il grande spazio dove, fin dall'epoca di Ferdinando I e di Cosimo II, si allestivano le pietanze per feste, spettacoli e banchetti. Il 'cucinone' lavorò a pieno regime per svariati secoli, almeno fino ai tempi dei Savoia, che fecero di Palazzo Pitti la reggia della capitale del Regno d'Italia tra il 1865 e il 1870 ed ebbero senz'altro modo di utilizzarlo con estrema frequenza. I suoi fuochi furono accesi per l’ultima volta nel 1944, in piena guerra e da allora questo spazio è stato lasciato al suo destino e chiuso al pubblico.




Lo spazio entrerà a far parte del percorso museale di Palazzo Pitti, ma sarà visibile solo attraverso visite accompagnate. Per il completo recupero dell'ambiente sono occorsi circa tre mesi di lavoro, per una spesa totale di circa 100mila euro, sostenuta per quasi metà della somma dall'Ente Cassa di risparmio. Si tratta di un importante recupero che avviene proprio nel periodo di svolgimento dell’“Expo” di Milano, dedicata al cibo, proprio come fu lo storico “cucinone” di Palazzo Pitti.
È uno spazio molto grande, ben organizzato e ricco di elementi architettonici e utensili vari:; dagli  enormi camini, ai forni, ai lavabi, ai lucenti utensili in rame. La musealizzazione dell’antico “cucinone” – con il progetto museografico e allestitivo di Matteo Ceriana insieme a Maurizio Catolfi - permetterà non solo di percepire l’ambiente dal punto di vista architettonico, ma anche di ammirare una selezione di oggetti che un tempo furono d’uso comune durante i secoli del suo funzionamento e che provengono da vari depositi.
Turisti e amanti avranno modo di visitare un ulteriore parte del palazzo, testimonianza di un passato che non c’è più ma che siamo in grado di riqualificare in modo da poterlo restituire al pubblico nel suo stato migliore e nel migliore dei modi. 




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