Ricordi d'architettura: 10 Giugno anniversario della morte di Antoni Gaudi


Ricorre oggi l’anniversario della morte di uno dei più grandi maestri dell’architettura del 900. L'anno prossimo si festeggeranno i 90 anni dalla morte di uno dei più grandi architetti spagnoli e non solo. Innovazione, tradizione, storia e arte si sono fusi nelle sue mani dando vita ad opere che ancora oggi non hanno eguali nel panorama architettonico contemporaneo.
Morto senza aver visto ultimata la sua cattedrale, Antoni Gaudi ha lasciato come eredità una città intera come portfolio a cielo aperto,  oltre alle “ISTRUZIONI” per portare avanti il suo lavoro. La Sagrada Familia è ancora cantiere e si stima addirittura per il 2026 la fine totale dei lavori che continuano comunque tra piccole modifiche e aperture al pubblico. Pezzo per pezzo, le torri stanno salendo, aggiungendosi a quelle già esistenti, realizzate seguendo scrupolosamente le note lasciate dall’architetto che riposa all’interno della cattedrale. 
Oggi voglio riproporre qualcuna delle sue opere nel giorno dell’anniversario della sua morte per non dimenticarci di quanto ha fatto per l’architettura. Fu il massimo esponente del modernismo catalano, pur essendo la personalità meno organica a tale movimento artistico di cui comunque condivideva i presupposti ideologici e tematici, completandoli però con una ispirazione personale basata principalmente su forme naturali. Egli è stato definito da Le Corbusier come il "plasmatore della pietra, del laterizio e del ferro". Nel 1984 sette delle sue opere, situate a Barcellona, sono state inserite nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.





Nel 1883 a soli 31 anni, venne nominato architetto capo della costruzione in città del tempio Espiatorio della Sagrada Família, cominciando a costruire la cripta (1884-1887) e poi l'abside (1891-1893).
La sua carriera è caratterizzata dall'elaborazione di forme straordinarie, imprevedibili e oniriche, realizzate utilizzando i più diversi materiali (mattone, pietra, ceramica, vetro, ferro), da cui Gaudí seppe trarre le massime possibilità espressive con una profonda attenzione per le lavorazioni artigianali. La profonda fede cattolica di Gaudí, la sua spiritualità ed il suo peculiare misticismo permeano tutte le sue opere, costellate di motivi simbolici. Si è intrapresa addirittura la strada per una futura beatificazione dell’architetto.
Il suo assioma è che l'architettura crea un organismo, il quale, come tale, deve sottostare alle leggi della natura, senza copiarla o volerla prevalere.  Tradizione, natura e religione si plasmano in colonne e balaustre plastiche e morbide.
Per oggi ci allontaniamo dal design contemporaneo per buttare uno sguardo alle nostre spalle , per ricordare una grande figura dell’architettura del passato ,che di passato ha poco e niente.







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