56 edizione della Biennale d'Arte di Venezia 2015



E' aperta al pubblico da sabato 9 maggio a domenica 22 novembre 2015, ai Giardini della Biennale e all’Arsenale, la 56. Esposizione Internazionale d’Arte dal titolo All the World’s Futures, organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta e  curata dal critico d'arte, giornalista e scrittore nigeriano Okwui Enwezor (è il direttore dell'Hauns Der Kunst di Monaco di Baviera) che ha scelto come tema 'All the World's Futures', ponendo una particolare apertura alle crisi sociali e geopolitiche del nostro secolo.
Sostenuta, tra gli altri, da Swatch e per il quarto anno consecutivo da Jti, Japan Tobacco International, la Biennale 2015 celebra il 120mo anno dalla sua prima Esposizione (1865) e vede la partecipazione, per la prima volta, della Repubblica delle Seychelles di Mauritius, della Mongolia, di Grenada e della Repubblica di Mozambico, oltre al ritorno dell' Equador, delle Filippine e del Guatemala dopo una lunga assenza.




Diversi i curatori di padiglioni in questa Biennale, Vincenzo Trione cura il padiglione Italia per il quale ha selezionato 15 artisti: protagonisti dell'Arte povera e della Transavanguardia (Kounellis, Paladino, Longobardi), grandi isolati (Parmiggiani e Gioli), eredi delle neoavanguardie del dopoguerra (Tambellini), personalità difficili da inscrivere dentro tendenze (Biasiucci, Caccavale, Aquilanti), voci tra le più originali dello scenario internazionale (Beecroft) e artisti dell'ultima generazione (Alis/Filliol, Barocco, Migliora, Monterastelli e Samorì). Si chiama Codice Italia il padiglione del nostro Paese che - come mi ha spiegato il suo curatore, Vincenzo Trione, "riattraversa significative regioni dell'arte italiana di oggi, facendo affiorare alcune costanti inattese". Un lavoro perfetto che va a ripercorrere rilevanti esperienze contemporanee, con l'intento di delineare i contorni di quello che, al di là di tante oscillazioni, rimane il fondamento del "codice genetico" del nostro stile. 
Centinaia di eventi e migliaia di artisti, galleristi, collezionisti, critici, giornalisti e direttori museali provenienti da tutto il mondo.
Quest’anno si sente la necessità e urgenza di riflettere sull’attuale stato delle cose, e cercare s possibile nuovi orizzonti semantici. Si affronta di nuovo il rapporto tra arte e realtà umana, politica e sociale. È stata definita inquieta, pluralistica e multicentrica. Caotica e visionaria. Indagare il passato, smantellarlo, riportarlo alla memoria per creare del nuovo.





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