BIBLIOTECHE CONTEMPORANEE



Una volta le biblioteche erano luoghi immensi e polverosi, illuminati in maniera sbagliata, popolati da poche persone e arredate senza tener conto di nessun criterio specifico. Altissimi scaffali, tavoli infiniti, sedie, finestre. Ce ne sono in giro per il mondo di meravigliose, ma che rientrano ormai nella storia dell’arredamento, si studiano sui libri, si visitano con ammirazione come luoghi di altri tempi, monumenti particolarissimi e gelosamente custoditi e curati.
Fortunatamente col tempo le cose sono cambiate. Gli spazi sono diventati se possibile ancora più ampi, inondati di luce e polifunzionali. Sale aperte e ariose in cui tutti possono entrare, in cui tutti si sentono a proprio agio.
Ampie vetrate, soffitti sospesi, strutture al limite della scultura, le biblioteche contemporanee sono sempre più spesso esempi meravigliosi di architettura artistica.
Legno, metallo e cemento si plasmano in pieghe e setti leggerissimi, piani su piani, creano veri e propri palazzi di cultura. Scale raccordano sale di lettura e scaffali carichi di libri, veri protagonisti ma che spesso si perdono in tutto quello spazio.






Le biblioteche si fanno sempre più ampie e polifunzionali. Dalle sale lettura, alle aree wi-fi, dai laboratori per i più piccoli, agli spazi di studio per gli studenti, alle aree ristoro, relax. Stanno diventando sempre più spazi in cui è piacevole stare e andare, non solo un’istituzione comunale o nazionale in cui trovare materiale di studio.


Perfettamente integrate con l’ambiente circostante con il quale  a volte si confondono o apertamente in contrasto con questo, per affermare ancora di più la propria presenza.  Architetti e progettisti hanno modo di dare sfogo alla propria fantasia e maestria tecnica. creano quasi sempre spazi artistici, scultorei.
Con gli aeroporti, musei e luoghi pubblici, le biblioteche sono per me luoghi affascinantissimi, per i quali è possibile sperimentare nuove forme e dare sfogo alla fantasia progettuale più audace. 
interessantissime da visitare, non solo per il bagaglio culturale che portano in se, ma dal punto di vista strettamente progettuale, architettonico e artistico. 






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