STREET E PUBLIC ART NELLE PERIFERIE DI ROMA


Ho scritto tempo fa sempre su questo blog un articolo su un film argentino intitolato “medianeras, innamorarsi a buenos aires”. Uno dei protagonisti ci presentava la città invitandoci a guardare il suo lato oscuro. Gli angoli dimenticati, le immense pareti vuote di altissimi palazzi infilati l’uno di fianco all'altro. Tolte le facciate perfette e luccicanti, restano le pareti di mezzo lasciate all'incuriaall'abbandono,  al’abusivismo e alla natura selvaggia. Questo accade a Buenos Aires e da noi? Le nostre città sono migliori? O racchiudono lo stesso degrado, lo stesso abbandono? Fortunatamente anche da noi si inizia ad affrontare questo problema. Si guarda finalmente con interesse alle periferie, ai parchi abbandonati. Alle palazzine popolari schierate tutte infila e alle loro immense pareti nude. Un esempio per tutte la mia città: Roma.





Nelle periferie di Roma è nato e sta crescendo il fenomeno della STREET ART legata al recupero dal degrado urbano. Artisti più o meno noti si dividono le alte e monocrome pareti dei palazzi e le colorano, le riempiono, le abbelliscono con le loro opere d’arte, con i loro murales, opere artistiche coloratissime e vive che affrontano qualsiasi tema.  Ridanno colore e respiro a quelle zone dimenticate, ai confini, territorio di nessuno a cui in pochi prestano attenzione. Ma per fortuna le cose stanno cambiando. Immensi murales, sculture e composizioni inserite in parchi e piazze, portano finalmente l’arte contemporanea anche al di fuori dei musei e del centro. Roma non è solo monumenti e chiese, non ci sono solo le vie del centro e i musei nazionali. Roma è tutta cultura, è tutta arte. L’attenzione del pubblico finalmente si sposta ai confini, nelle periferie ricche di tesori nascosti ma altrettanto preziosi.  Esempio per tutti a Roma è il quartiere di San Basilio. Gli abitanti del quartiere stanno portando avanti il progetto SAMBA,  progetto di arte pubblica a cura del team creativo di Walls, associazione che dal 2008 si occupa di street e public art. Il progetto è volto a dare un’altra faccia al quartiere, non soltanto in termini di risultati artistici ma anche in termini di inclusione sociale e lo fa non solo attraverso gli artisti che materialmente riempiono col le loro opere gli spazi del quartiere, ma anche grazie a laboratori in collaborazione con le scuole del quartiere. In questo modo avvicinano ed inseriscono i ragazzi nel circuito dell’arte  e della riqualifica urbana.




Ma questo è solo un esempio. Altre periferie stanno lavorando su questo tema, stanno muovendo i primi passi verso un riscatto sociale, artistico e urbano.  Tor Marancia è un altro esempio di museo a cielo aperto. 
Oltre piazza s.pietro o campo de fiori, ogni tanto, buttiamo uno sguardo anche oltre i confini del centro.
troverete tanta bellezza e cultura quanta ne  potreste trovare nel cuore di Roma. 




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