PlatformGreen analizza Alvar Aalto - Second Nature



Comprendere la natura, apprezzarla, analizzarla, capirne la bellezza e la meraviglia attraverso l’arte. L’arte in ogni sua forma e sfaccettatura. Ecco la mission di PlatformGreen. Portale online che si propone come incubatrice di arte, arte a 360°, dal design, all’architettura, passando per la pittura e la scultura. 
È in questo scenario che si inserisce la mostra Alvar Aalto - Second Nature, presentata al Vitra Design Museum come la più grande retrospettiva dell’architetto milanese, rivelando nuovi aspetti legati alla sua importante opera.  Le precedenti mostre e pubblicazioni realizzate si limitavano a leggere il suo linguaggio architettonico e naturale, considerandolo una conseguenza diretta dell’influenza del paesaggio finlandese. Questa mostra invece analizza un’altra chiave di lettura, osserva con occhi diversi il suo lavoro e lo rende assolutamente contemporaneo.


La mostra cerca di far capire come l’affinità con le forme organiche e naturali sia stata mediata facilmente con un dialogo molto stresso con il lavoro degli altri artisti, su tutti László Moholy-Nagy, Jean Arp, Alexander Calder o Fernand Léger. Gli spazi abitativi di Alvar Aalto appaiono caldi e organici. Sono luoghi che risultano essere la perfetta combinazione di tutti materiali, volumi, pavimenti, soffitti, terrazze. Una coreografia di luci naturali ed artificiali che danno vita ad ambienti diversi e trasformano le suggestioni provenienti dall’arte in una seconda natura per l’uomo moderno. 

È in questo modo possibile analizzare un’ampia panoramica della produzione dell’architetto, compresi alcuni storici modellini, disegni originali, mobili, luci e oggetti in vetro, oltre alla presenza di opere di artisti acclamati, come Alexander Calder e Jean Arp. La mostra prende in considerazione i più importanti progetti architettonici e di design ma allo stesso tempo mette in risalto quelli meno conosciuti come l’Experimantal House a Muuratsalo (1952-1953): esempio dello straordinario connubio di differenti materiali tale da fare apparire l’edificio come una sorta di collage architettonico del 21° secolo. L’originalità della prospettiva, che i curatori della mostra hanno voluto analizzare mediante questa grande mostra, è enfatizzata dalla presenza del lavoro dell’artista tedesca Armin Linke, alla quale è stato commissionata la realizzazione di un progetto fotografico e un film su alcuni degli edifici realizzati dall’architetto finlandese. Il lavoro della Linke, si pone così in dialogo, in tutta la mostra, con il materiale documentativo della Fondazione Alvar Aalto e di atri partner internazionali.

Nessun commento:

Posta un commento