L'inquietudine fiabesca di Marck Ryden



 

Cercando il materiale per l’articolo su Margaret Keane, mi sono imbattuta nell'inquietante ma al contempo affascinantissima figura di Mark Ryden. Pittore contemporaneo statunitense, laureatosi nel 1987 all’Art Center College of Design di Pasadena, è una delle figure più interessanti e stravaganti del palcoscenico dell’arte contemporanea. Estroso, dissacrante, fiabesco, mescola nelle sue opere elementi bizzarri e a prima vista completamente estranei tra loro. Fonde simboli culturali e religiosi dell'occidente con personaggi presi in prestito dalle fiabe, creando scenari promiscui, surreali, incantati.





Influenzato da Dalí, Bosch, Magritte, dagli artisti Pop e dalla sua preziosissima Magic Monkey (che custodisce gelosamente nel suo studio), agli inizi degli anni novanta diviene uno dei massimi esponenti del pop surrealism, movimento che si è diffuso con la fondazione della rivista Juxtapoz, fondata da Robert Williams negli anni '90. Lavora nel suo studio nel Castle Green Hotel a Pasadena, Los Angeles, un luogo surreale e soffocante, materialmente stipato di oggetti, ninnoli, icone, collezioni bizzarre e oggetti inquietanti provenienti da tutto il mondo. La sua casa sembra fuoriuscire dal passato, ingombra di oggetti antichi che tuffano il visitatore in un altro spazio e da tutto questo nascono  i suoi quadri, vera sintesi di tutto ciò che gli sta intorno e nella testa. I suoi soggetti preferiti sono l'ex presidente Abraham Lincoln, l'attrice Christina Ricci e poi Leonardo di Caprio e tante altre star di Hollywood.





Il soggetto più bizzarro che Mark Ryden abbia ritratto è sicuramente Bubbles, lo scimpanzé di Michael Jackson, che gli è stato consegnato nel suo studio direttamente in limousine. E per Michael jackson dipinge la copertina dell’album Dangerous del 1991 a cui seguono altre copertine di artisti del calibro dei metallica, red hot chili peppers, ringo star. 
Per maggiori informazioni www.markryden.com




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