Riscoprire la galleria nazionale d'arte moderna a Roma




È di qualche giorno fa la notizia di un presunto furto alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. La scultura bronzea dell’artista impressionista Medardo Rosso conosciuta come “ testa di bambino malato” sarebbe stata tolta dalla sua teca senza che nessuno se ne accorgesse e senza che l’allarme entrasse in funzione. Allertate le forze dell’ordine e fatte le adeguate indagini, l’opera d’arte è stata velocemente ritrovata sempre all’interno della Galleria, in un armadio e presto tornerà al suo posto tra le altre opere dello stesso autore.
Il fatto in se ha allarmato amanti dell’arte e semplici curiosi, ma ha anche rivolto l’attenzione verso uno dei più bei e affascinati musei che la città eterna  custodisce. La Galleria Nazionale d’Arte moderna è uno scrigno di cultura e bellezza, collocato in uno dei punti più belli e ricchi di storia di Roma. Protetta da Villa Borghese, a due passi dal museo etrusco di Villa Giulia e ai piedi della facoltà di architettura, la Galleria Nazionale attira ogni anno visitatori e studenti da tutto il mondo, non solo per ciò che custodisce,ma anche per la bellezza della sua struttura e collocazione. Forse non tutti sanno che negli anni ha subito modifiche e ampliamenti, passando da un curatore all’altro, arricchendosi sempre di più di arte e di storia.
L’istituzione della Galleria Nazionale nasce nel lontano 1883, fondata da Guido Baccelli,allora ministro della pubblica istruzione e collocata nelle sale di un palazzo di Via Nazionale. Le sale del palazzo col tempo diventano insufficienti a contenere la mole di opere e per questo si decide di spostarne una parte prima in musei satelliti e al collegio romano, poi definitivamente, in un nuovo edificio costruito apposta per tale compito nell’affascinante atmosfera di Valle Giulia in occasione dell’esposizione del 1911 per il cinquantenario dell’istituzione dell’unità d’ Italia. Il progetto definitivo è affidato a Cesare Bazzani ( 1873-1939), eclettico di formazione, che realizza un palazzo monumentale e magniloquente, di grande impatto visivo in forte opposizione alla cultura architettonica moderna: Roma ha voluto regalarsi all’inizio del XX secolo un nuovo fulcro monumentale che male si confà alle esigenze espositive del materiale artistico moderno. Il primo direttore della Galleria e Francesco Jacovacci al quale succederanno diverse personalità nel corso degli anni, portando modifiche, novità, chiusure o aperture verso il mondo dell’arte moderna, dovute anche al succedersi di due guerre che modificheranno e piegheranno non solo fronti politici ma anche quelli artistici.
il periodo di grande rilancio della Galleria è legato alla figura di Palma Bucarelli.
Dal secondo dopoguerra in poi, Palma Bucarelli saprà sfruttare al massimo le caratteristiche del luogo ( il fascino esercitato da Valle Giulia, con le accademie, la facoltà d’Architettura, Villa Borghese), tutti gli spazi del palazzo (utilizzerà anche seminterrati e terrazzi) facendo del suo lavoro una missione totale e di vita, con obbiettivi altissimi e mire ambiziosissime. Inserirà modifiche architettoniche e museografiche fino a creare una sorta di “labirinto delle meraviglie” in cui perdersi nei meandri dell’arte.
Il periodo post-Bucareli ha alti e bassi, senza sostanziali cambiamenti e arriva più o meno fino ad oggi.
Ma da qualche anno la Galleria Nazionale brilla di una luce nuova.
Qualche anno fa l’attuale sopraintendente Maria Vittoria Marini Clarelli, ha dato l’incarico ad uno dei volti nuovi dell’architettura Italiana per riallestire la collezione permanente della Galleria. Il 21 dicembre 2011 è stata riaperta al pubblico una Galleria Nazionale nuova, meravigliosa, all’avanguardia ma comunque fedele alla storia e alla tradizione artistica del luogo.
L’architetto Federico Lardera ha egregiamente svolto il lavoro assegnatogli. Dopo aver curato l’inaugurazione del Maxxi con un memorabile allestimento della mostra temporanea dedicata a De Dominicis , a ridato colore e struttura alle sale della Galleria Nazionale, ha ricollocato e riassortito le opere in un ordine nuovo pur non allontanandosi dalla tradizione artistico-culturale del luogo. Quadri e statue godono di una luce nuova. Le sale respirano grazie a colori sapientemente scelti e abbinati con cura. Nulla è lasciato al caso. Dalle tinte, alla posizione delle opere, dal carattere dei testi, alla scelta delle luci e della loro intensità, tutto è stato fatto senza perdere di vista nulla. Il lavoro di riallestimento è stato realizzato in tempi brevissimi e con un budget relativamente basso. In poco più di due mesi si sono riallestite e ripresentate al pubblico circa settecento delle milleduecento opere presenti in galleria, divise in quarantaquattro sale, oltre l’atrio e l’area dedicata all’allestimento di mostre temporanee.
Vale una visita solo l’atrio, che, sgombrato dalle mostre temporanee è tornato vero fulcro e luogo di passaggio della Galleria. Ospita permanentemente un’ opera di Pirri. La pavimentazione consiste
in una serie di lastre di vetro stratificato con la superficie a specchio frammentato che rendono la superficie scomposta in una miriade di frammenti e venature. Queste si riflettono anche sulle pareti che assumono cosi un aspetto irregolare e animato. La superficie specchiata riflette ed esalta l’architettura del Bazzani; le colonne e il soffitto si specchiano e si sdoppiano, creando un ambiente in cui si celebra
l’architettura e l’architettura del “monumento-galleria”. Nella sala sono poi esposte delle statue di gesso, ulteriore omaggio al classicismo di Bazzani.
Le sale poi si susseguono in un percorso ordinato e leggero, per niente appesantito dalle opere o dall’architettura del luogo. Si attraversano sale rosse, blu, viola. Si osservano opere grandi, piccole, avvolte dall’ombra o immerse in una luce bianca e fredda. È una riscoperta dell’arte piacevole e gradevole anche per chi non la conosce o non è ancora mai passato per quelle sale.

Vale la pena riscoprire un luogo di Roma affascinante e ricco di cultura come pochi. La galleria ospita sempre mostre temporanee che la rendono interessante e nuova ogni giorno. Laboratori didattici attirano l’attenzione anche dei più piccoli ed è bello poter passare una giornata a contatto con l’arte tutti insieme. È un luogo adatto a tutti, una vera piazza di cultura in cui incontrarsi, confrontarsi. A due passi da Villa Borghese e dal centro. Sarebbe un peccato non averla ancora visitata e non aver ancora goduto della bellezza dell’arte moderna restituita alla  sua completezza dal magnifico lavoro di riallestimento. 

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