CINEMA E ARCHITETTURA : MEDIANERAS, INNAMORARSI A BUENOS AIRES


Qualche giorno fa ho avuto modo di vedere un film davvero affascinante. La solita storiella d’amore è proposta affrontando temi cari alla nostra società: l’alienazione, il dilagante predominio di internet sulla vita reale e la sempre più forte estraneità dovuta all’immensità delle metropoli caotiche di oggi. Tutto questo in un film ,”Medianeras. Innamorarsi a Buenos Aires”, presentato a Berlino nella sezione Panorama nel 2011 e vincitore sempre lo stesso anno del premio come miglior film al Gramado Film Festival. I due protagonisti si incontrano e vivono in simbiosi senza saperlo , a due passi l’uno dall’altra nel caos infernale di Buenos Aires, metropoli soffocata dal cemento. Il regista Gustavo Taretto, ci presenta i protagonisti come due cittadini modello nella città di oggi. Vivono a due passi l’uno dall’altra ma non se ne accorgono perché sono solo numeri e lettere su citofoni di immensi grattacieli. Si distinguono solo in base al lato del palazzo che occupano. Si differenziano solo in base alla lettera della scala che abitano o del piano in cui vivono.
Grazie a loro ci viene presentata Buenos Aires come esempio di architetture selvaggia. Senza regole etiche o estetiche. Palazzi altissimi in stile modernista o moderno abbinati a vecchi palazzi, grattacieli vicino a palazzi bassi, piante innocenti e inopportune nate nei posti più strani, piccoli tenaci simboli della natura costrette a crearsi spazio tra le crepe del cemento armato o al fianco di condizionatori orrendi. E così i due protagonisti ci raccontano l’architettura di oggi, fatta di appartamenti simili a “scatole di scarpe”, affacciati su vie affollatissime e rumorose e con due lati inutilizzati, dimenticati: le medianeras.


Non sono altro che le pareti laterali di un palazzo, quelle che non vede mai nessuno, che si sfiorano solo per sbaglio girando una via. Pareti immense, altissime, usate solo per la pubblicità o per aprire piccoli occhi indiscreti alla ricerca di un raggio di luce. Sono le pareti delle finestrelle abusive e quadrate che bucano cartelli pubblicitari o cupe pareti in cemento annerite dallo smog e dai cavi elettrici che pendono ovunque come liane urbane, senza decoro e senza una regola.


Sfiorandosi per tutto il film, i due protagonisti riusciranno a vedersi proprio grazie a finestrelle abusive aperte su queste medianeras. E riconoscendosi avranno modo di vivere insieme la caotica vita cittadina a cui non sanno rinunciare. La protagonista femminile è un architetto, che ci presenta Buenos Aires anche dal punto di vista strettamente architettonico e fra tutti i grattacieli sceglie di presentarci il Kavanagh Building. è un grattacielo Art Deco situato al 1065 di Florida Street. nel barrio di Retiro , che si affaccia su Plaza San Martín . E 'stato progettato nel 1934 dagli architetti locali Gregorio Sánchez, Ernesto Lagos e Luis María de la Torre, costruito dal costruttore e ingegnere Rodolfo Cervini, e inaugurato nel 1936.


La costruzione fu commissionata nel 1934 da Corina Kavanagh, che ha investito tutta la sua eredità a erigere il proprio grattacielo e la protagonista del film ci svela che lo fece per una ripicca d’amore. Ma la storia non ve la racconto. Vedetevi il film! È un modo anche per conoscere questo edifico, il più alto e il primo costruito in cemento armato all’epoca,ma è anche un modo per posare l’attenzione sul lato nascosto della città. Il lato meno blasonato, meno in vista. Ma le medianeras, da pure pareti laterali si trasformano a volta in tele a cielo aperto, a luogo dove presentare arte. Girando nel web ho trovato un articolo di David Gonzales Neguillo del 13 luglio 2011 che affronta proprio questo tema :medianeras, questi muri dimenticati.

Ci racconta del degrado che raccontano queste pareti, della loro inutilità ma della loro forte presenza in molte città europee e latinoamericane. Ci mostra con immagini il loro recupero o il loro stato di totale abbandono. 


Si capisce presto che non è tutto ora quello che luccica. Che dietro a grandi architetture o gesti artistici, si nasconde spesso materia dimenticata, ignorata ma che è comunque parte di quel tutto che ci circonda e che facciamo tanto per mettere in bella mostra. Io presento a voi lo stesso tema, sperando di avervi incuriosito e di aver spinto il vostro naso anche dietro le facciate pulite e belle dell’architettura contemporanea.

Nessun commento:

Posta un commento