Palacete by More&Co, Moremas e Stephen Schaum



La casa originale è parte di un quartiere di Madrid in primo luogo sviluppato come un enclave di artisti importanti e scrittori a cavallo del 20° secolo. L'uso di stili regionali riflette le tendenze e i gusti di quel periodo e l’influenza iniziale della cultura moresca sull'architettura spagnola. La ristrutturazione della casa Palacete, opera dei due studi di progettazione More&Co e Moremas, ha creato volontariamente aperture e zone di comunicazione come corridoi o scale.


La scala, elemento chiave della casa, collega i diversi piani, modificando lo spazio di circolazione che è stato accuratamente sviluppato in una specie di cortile interno simile ai cortili dell'Alhambra, uno dei più grandi esempi di architettura islamica. La strategia adottata ha prodotto un trattamento conservativo delle camere esistenti che fissano un contrasto significativo con lo spazio centrale di sviluppo. Le camere sono lasciate volutamente piccole, accoglienti, a volte anche colorate, lasciando libera personalizzazione. Questo contrasta con lo spazio pubblico, aperto, arioso, pieno di luce naturale e neutrale, che funge da spazio di passaggio da una stanza all'altra.


Un collaborazione con l’artista newyorkese Stephen Schaum, ha permesso la realizzazione di vuoti esagonali sulle pareti interne ed esterne. E’ stato usato uno script speciale al computer per generare modelli esagonali, poi riportati nelle superfici verticali dello spazio di circolazione, simulando motivi tradizionali e forme geometriche arabe. I modelli sono continui e senza interruzioni, anche quando incontrano finestre e porte.


Il giardino è stato piantato con alberi da frutto e vegetazione stagionale per riflettere il trascorrere del tempo con fiori e colori cangianti. Una nuova terrazza sotto tre betulle funge da spazio esterno e da zona pranzo ombreggiata eliminando la necessità di ombrelloni. Una terrazza pavimentata sul retro della casa si estende incassata e forma una piscina. Il risultato è una reinterpretazione della tradizionale architettura araba con l’utilizzo di nuove tecnologie e materiali moderni.

La fotografia è di Jesus Granada.





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