Seconda edizione dell'evento Greenhouse Talk a Venezia


La seconda edizione di Greenhouse Talk, evento promosso dall’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi a Roma e dedicato alla riflessione sui grandi temi legati allo sviluppo dell’architettura in un confronto internazionale, si svolgerà all'Hotel Monaco & Grand Canal di Venezia nelle mattinate dei prossimi 5 e 6 giugno dalle ore 9 alle 11, durante la vernice della 14. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia. Le conversazioni di quest'anno, sono curate da Hans Ibelings, critico e storico dell’architettura, direttore di The Architecture Observer. Sono rivolte al tema della professione, alla luce dei cambiamenti che coinvolgono sia la cultura progettuale sia il mercato, e all’indagine del destino della rappresentazione dell’architettura, letto soprattutto in funzione dell’evoluzione del confronto culturale, geopolitico, economico che coinvolge l’ambito internazionale di questi anni. 

CZA_Lavazza - Nuovo Centro direzionale Lavazza - Cino Zucchi Architetto con Cristiano Picco Architetti, Ai Engineering, Manens TiFs, Atelier G’Art

L’incontro del 5 giugno, dal titolo Fundamentals #1. What will be the future of the architectural profession?, indaga i possibili sviluppi futuri della professione architettonica, in questo momento imbrigliata nella crisi del mercato, oltre a essere al centro di un fenomeno che vede le diverse discipline legate alla progettualità incrociarsi, sovrapporsi, lambire l’una i confini dell’altra. Ormai da anni la crisi economica ha diminuito la domanda di edilizia, questo almeno nei Paesi europei, anche in relazione alla contrazione numerica della popolazione. "Cosa sta succedendo fuori dall’Europa? E nei Paesi dove la popolazione sta ancora crescendo, la domanda di architetturaperaltro dello stesso tipo di quella europeadurerà a lungo come è accaduto in Europa? L’architettura è destinata a diventare un prodotto di esportazione europeo o c’è spazio per un’architettura che sia diversa da quella che, a causa dell’egemonia occidentale, sembra essere diventata indicativa per il mondo intero? Nell’ultimo secolo se da un lato è aumentata la specializzazione, dall’altro molti progettisti si sono trovati a superare i tradizionali confini della propria disciplina. Si tratta di una fase transitoria o questi differenti approcci porteranno a una sostanziale trasformazione della professione?" Sono questi gli interrogativi sollevati da Hans Ibelings, sui quali si confronteranno Joe Osae-Addo (Constructs LLC, Accra, Ghana), Bijoy Jian (Studio Mumbai, Mumbai, India), Nanne de Ru (Powerhouse Company, Rotterdam, Paesi Bassi), Mauricio Pezo e Sofia von Ellrichshausen (Pezo von Ellrichshausen Architects, Concepción, Cile), Daan Roosegaarde (Studio Roosegaarde, Waddinxveen, Paesi Bassi), Ma Yansong (MAD Architects, Beijing, Cina) e Cino Zucchi (Cino Zucchi Architetti, Milano, Italia), che mostreranno, nell’interpretare il tema proposto, alcuni dei loro nuovi e più recenti lavori.

IND+Powerhouse-Company, Çanakkale Antenna Tower - Overview, Image by MIR
(first prize at Çanakkale Antenna Tower competition in Turkey)

La mattina del 6 giugno altre riflessioni, correlate alle precedenti, introducono il tema della seconda conversazione dal titolo Fundamentals #2. Representation of architecture. Negli ultimi decenni, ma già all’inizio del secolo scorso, la pratica di esporre, di raccontare, di rappresentare progetti di architettura è cresciuta. E con essa la costruzione di luoghi deputati ad accogliere non solo progetti, ma anche frammenti di architettura. Musei, centri di architettura, istituti, biennali sono proliferati negli ultimi quarant’anni soprattutto in Europa e nel Nord America. "Se l’architettura sta cambiando -continua Ibelings-, quali potrebbero essere le conseguenze sulla sua rappresentazione? In questo momento i principali musei e le loro attività sono ispirati dalla sensibilità occidentale. La migrazione del potere economico verso Est contribuirà a definire un approccio alternativo nel settore della rappresentazione dell’architettura?" A riflettere su questi argomenti saranno Guus Beumer (Het Nieuwe Instituut, Rotterdam), Giovanna Borasi (Canadian Centre for Architecture, Montreal), Ole Bouman (Shenzhen Biennale), Pippo Ciorra (MAXXI, Roma), Aric Chen (M+, Hong Kong), Reinier de Graaf (AMO, Rotterdam), Michelle Provoost (Crimson Architectural Historians, Rotterdam).

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