Spencer Tunick - il Nudo come installazione e provocazione


L’artista e fotografo Spencer Tunick, originario di New York, inizia a documentare nudi dal vivo in luoghi pubblici di New York nel 1992, attraverso video e fotografie. Le sue prime opere di questo periodo si concentrano più su un singolo individuo nudo o piccoli gruppi. Ma il punto di svolta nella sua carriera fu quando fotografò 28 persone nude davanti al palazzo delle Nazioni Unite nel centro di Manhattan nel 1994: “Tutto è cominciato lì, spostando il mio lavoro da semplice fotografia a installazione e performance fotografica”, dice Tunick. Da allora, ha organizzato e fotografato più di 65 installazioni temporanee negli Stati Uniti e all'estero.



La filosofia di Tunick, come lui stesso sottolinea, è che “gli individui in massa, senza il loro abbigliamento, si trasformano in una nuova forma. I corpi si estendono sopra e dentro il paesaggio come una sostanza. Queste masse raggruppate, non sottolineano la sessualità, ma diventano astrazioni che sfidano o riconfigurano il concetto di nudità e di privacy”.




Tunick, non lascia nulla al caso, infatti dopo aver raccolto tutte le persone insieme, le suddivide per colori, capelli, età e altre caratteristiche. Questo per creare una gamma cromatica uniforme che si inserisca nella spazio come unico elemento. L’artista è interessato anche all'accostamento tra organico e meccanico, e spesso sceglie famosi edifici o strutture inusuali come il suo sfondo.





I modelli da lui utilizzati sono dei volontari. Tunick ha spesso suscitato dibattiti e interrogativi per la natura della sua opera, che molti definiscono una semplice "manifestazione sociale", a sostegno della libertà di espressione. Dalle sue immagini scaturisce una tensione e una riflessione sui concetti di pubblico e privato, individuale e collettivo. L'esperimento visivo di Spencer Tunick compie un'azione livellatrice che permette di comprendere l'omogeneità umana, tramite una visione democratica del nudo, che, totalmente deprivato di umanità e sensualità, ci riporta all'oggetto-merce.











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