Ernesto Neto - installazioni e sculture plastiche nel minimalismo astratto


Ernesto Saboia de Albuquerque Neto, originario di Rio de Janeiro, è un artista contemporaneo abile nella lavorazione e modellazione di materiali plastici.
Il lavoro di Neto è stato descritto come “al di là di minimalismo astratto”. Le sue installazioni sono grandi, morbidi, sculture biomorfe che riempiono uno spazio espositivo. Gli spettatori possono toccare, colpire, e talvolta anche camminare sopra o attraverso la scultura. Le sculture sono realizzate in materiale plastico bianco o materiali simili alla calza, all'interno dei quali vengono inserite materie poi solidificate per renderle amorfe in moduli di polistirolo, pellet, o occasionalmente, spezie aromatiche. In alcune installazioni, ha usato anche questo materiale per creare elementi velati e traslucidi per trasformare le pareti ed il pavimento dello spazio. Le sue sculture possono essere considerate come espressione tradizionale della forma astratta, ma nella loro interazione con lo spettatore lavorano su di un livello diverso.

Ernesto Neto ha iniziato ad esporre in Brasile dal 1988 e ha avuto mostre personali all'estero dal 1995. Neto e Vik Muniz hanno infatti rappresentato il Brasile alla Biennale di Venezia del 2001, e le installazioni di Neto sono state illustrate nel padiglione nazionale del Brasile e alla mostra collettiva internazionale presso l'Arsenale. Una delle sue installazione più acclamate è quella al Pantheon di Parigi chiamata Léviathan Thot, essendo poi premiato come chevalier de L'Ordre des Arts et des Lettres.

Attualmente lavora a New York City (ogni due anni) presso il Tanya Bonakdar Gallery.













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