Severamente sconsigliato a chi soffre di vertigini - Burj Khalifa Panorama di Donovan

Dove portano 40 anni di esperienza nel mondo della fotografia? Ovunque riponderebbe candidamente un comune mortale. A 828 m d’altezza replicherebbe Gerard Donovan. Mr. Coraggio, così andrebbe soprannominato per le sue imprese, si è tolto il kandoura, ampio abito lungo tipico della tradizione medio-orientale, e ha optato per un outfit decisamente più confortevole per trasportare la sua preziosa attrezzatura sulla vetta più alta della Burj Khalifa.

La torre, che è il frutto di una joint venture internazionale, supera  giganti come la nuovissima Freedom Tower di NY o la CN Tower di Toronto, meritandosi il primato di struttura più alta mai costruita dall’uomo senza però rinunciare ad un’estetica appagante, come dimostrano il tocco e la firma di Giorgio Armani visibili negli arredi di alcuni stabili interni. La pianta del grattacielo, sito in un’area di 2 km2 in corso di edificazione chiamata Downtown Burj Khalifa, vicino al distretto finanziario di Dubai, richiama la forma del fiore di Hymenocallis, molto diffuso nella zona, mentre la sua disposizione crescente lo fa assomigliare a una spirale. Il culmine è un’antenna che ospita un centro di osservazione chiamato, non a caso, At the Top, dove è stato collocato, a disposizione del pubblico, un nuovo tipo di cannocchiale, con annesso schermo LCD che consente di contemplare sia il paesaggio in diretta, sia immagini registrate a diverse ore del giorno o con diverse condizioni atmosferiche.

Proprio da questa piattaforma larga solo 1,5 m l’impavido Donovan ha scattato il suo reportage dal nome Burj Khalifa Panorama, applicazione interattiva che mostra la vista a 360° della sua città attraverso filmati in time lapse e 48 click fotografici da 80 megapixel a cui sono state aggiunte 70 foto singole aggregate come una coperta patchwork per ricreare virtualmente e condividere viralmente le emozioni derivanti da questa esperienza da capogiro. L’impressione che si ha osservando a bocca aperta la sfida di Donovan, è che le immagini -riprodotte servendosi di strumenti innovativi e tecnologici e fortemente sconsigliate a chi soffre di vertigini- ricordano vagamente i fotogrammi  delle sonde o dei satelliti da cui è percettibile la circolarità della Terra. È vero che secondo un proverbio cinese non c'è altezza che non abbia al di sopra di sé qualcosa di più alto, ma siamo quasi sicuri che Donovan e il suo obiettivo questa volta siano stati on top of the world.


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